Arcumeggia-paese-dipinto

Max
14 Apr 2009 03:38
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Collage161

Max
14 Apr 2009 03:08
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Ldo

tipettospeciale
14 Apr 2009 18:53
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Inviata il Gio 11 Giu, 2009 17:34 Da Legend |
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"Clu" e la mia bambina
« Nel settembre 1943 dal ghetto di Kowno furono evacuati 4.000 abitanti e trasferiti in piccoli campi intorno alla città. Il 26 ottobre 1943 altri 2.709 ebrei vennero spediti ai campi di lavoro dell'Estonia dalle truppe sovietiche.
Poi arrivarono i tedeschi e il 27 marzo 1944 1.800 persone, neonati, bambini, vecchi vennero trascinati fuori dalle loro case e massacrati. Quaranta poliziotti accusati di aver favorito la resistenza vennero fucilati. Gli altri poliziotti vennero posti sotto gli ordini diretti delle SS. Il Consiglio degli Anziani venne sciolto e Elkes venne nominato "Ebreo Anziano", di fatto privato di qualsiasi autorità.»
Nel 1941 la mia bambina aveva 4 anni era una bellissima bimba con tanti riccioli castani e gli occhioni curiosi e vivaci.
In quegli anni il suo compagno di giochi preferito era un orsacchiotto di stoffa che le avevo regalato per il suo onomastico, al quale affibbiò subito un nomignolo, "Clu".
La mia bambina e "Clu" diventarono subito due veri amici, sempre assieme. L'orsacchiotto non la faceva mai arrabbiare, era tranquillo, aveva grandi baffi e grandi orecchia, i suoi occhi sempre spalancati lo facevano sembrare l'orsetto più bello del mondo.
La mia bambina era una compagna dolce e premurosa, lo coccolava e lo teneva sempre con se. Lo ricopriva di attenzioni: spazzolava il suo pelo ogni mattina, gli faceva il bagnetto, gli prepara la pappa e gli cantava tante canzoncine.
La sera, prima di fare la nanna, lo metteva sotto le coperte al suo fianco e mi chiamava perché raccontassi loro una fiaba per accompagnarli nel sonno.
Poi, quando gli occhi della mia bambina cominciavano a chiudersi, lei con un braccio stringeva a se il suo orsacchiotto e dopo avergli dato un bacio sul naso sussurrava
"Nonno Elkes…guarda, si è addormentato, lasciamolo dormire è stanco...Posso tenere un poco il dito in bocca?"
Allora io chiudevo il libro e appoggiando le labbra sulla sua fronte le sussurravo:
"Poco poco…buonanotte amore…Ti voglio bene!" e le scompigliavo i capelli prima di rimboccarle le coperte.
"Nonno Elkes …lascia stare i miei capelli, dai un bacio a "Clu"
La mia bambina aveva un triciclo di legno con il quale correva per la casa a perdifiato.
Nelle sue sfrenate corse portava sempre con se l'orsacchiotto "Clu" e gli raccomanda di tenersi ben stretto per non rischiare di cadere.
Il pomeriggio, quando la portavo a giocare nel parco, la mia bambina usciva di casa con il suo orsacchiotto stretto al petto pregandolo di pazientare:
"Tra poco saremo arrivate e potremo fare merenda seduti sull'erba con gli altri bambini, sei contento?"
Di lontano si sentivano le grida dei suoi amici che correvano spensierati nel prato, e i richiami delle mamme che dalle panchine osservano attente.
"Ecco, sediamoci qui, all'ombra. Ora ti preparo la merenda...vuoi un po' di focaccina o un pezzetto di cioccolata? Mi raccomando però, non dire niente alla mamma...di nonno Elkes puoi fidarti...lui sa che ho preso questo cioccolatino, ma non lo dirà a nessuno"
La mia bambina lo prendeva tra le braccia e iniziava ad imboccarlo cantando una filastrocca.
A volte non faceva in tempo ad iniziare che un pallone le rimbalzava accanto.
Lei rideva divertita e senza abbandonare l'orsetto lo rilanciava con forza verso i suoi amici che la chiamavano a giocare con loro.
"Oggi non posso" gridava "ho il mio piccolo con me…Non ti sei spaventato, vero?...Vieni amore ora facciamo due passi" sussurrava dandogli un bacio "Ti voglio bene".
Con la zampetta dell'orsetto stretta nella sua manina la mia bambina e il suo orsacchiotto si avviavano spensierati incontro al sole.
Poi, un giorno, un brutto giorno qualcuno scrisse un numero sul braccio di ognuno di noi...anche sul braccio della mia bambina e le strapparono l'orsacchiotto.
"Nonno Elkes!" sussurrò con la sua vocina "Cosa ho fatto? Sono stata cattiva?"
"No amore...non ci pensare...domani andremo a farci ridare "Clu", non ti preoccupare
"Accarezzami i capelli nonno Elkes…ho paura, tienimi stretta a te"
"Non aver paura, il nonno non ti lascerà mai".
E invece nel dicembre del 44 la persi nel piccolo ghetto di Kowno.

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Inviata il Sab 03 Gen, 2009 21:43 Da gianni69 |
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