Cari amici, questo racconto l'ho in passato postato su un altro sito, che alcuni di voi conoscono bene, e scatenò una serie di commenti non tutti molto lusinghieri, sul mio blog altri commenti di persone di altre fedi che mi allegarono una serie di documenti e video shock sul tema della pedofilia.
Non voglio dare giudizi di nessun genere, ma il racconto lo scrissi in occasione dell'incontro in Australia del Papa con i giovani di tutti il mondo durante il quale chiese pubblicamente scusa alle vittime dei preti pedofili.
Tratto da un mio racconto…
Era una sera di ottobre, o forse no, non ricordo più, ma tanto cosa importa!
I ricordi sono ancora vivi perché legati agli anni che avevo, quattordici anni appena, una ragazzina senza forme, dall’apparenza più piccola, quasi una bimbetta delle elementari, come diceva lui, mentre con il suo sguardo, mi fissava, tra tutte le ragazze dell’oratorio.
Frequentavo il ginnasio, una vera studentessa modello.
Quella sera mi attardai nel suo studio… c’erano dei libri che una povera madre aveva donato alla chiesa, erano del figliolo appena deceduto.
Ne scelsi qualcuno, anche se provai un certo pudore e rispetto per quello sconosciuto che mi faceva dono di alcune sue confidenze.
Tra le pagine di un’antologia erano riportati pensieri e appunti, a testimonianza di un’esistenza finita troppo presto.
Non mi resi conto subito che era stata una scusa per trattenermi e rimanere da solo con me.
Non ci pensai sul momento, anzi mi sentii, persino una privilegiata, perché lui, il mio padre spirituale, mi offriva in dono tanti libri!
La cosa che più amavo, leggere!
Volevo andar via perché era abbastanza buio e la mia casa era lontana da quel quartiere, ma lui guardandomi con tenerezza, mi chiese di cercare sul calendario il santo della domenica successiva.
Mi voltai e mentre scorrevo i giorni attentamente, lui spense la luce…
Nella stanza rimasero solo le luci della strada a creare strane ombre sui muri…
Non avevo paura di quel semibuio, in fondo ero in sacrestia, lui era il mio migliore amico, non c’era proprio motivo per temere.
Mentre con il braccio teso cercavo il nome sul calendario, mi si accostò, i nostri respiri si incrociarono e per un attimo furono gli unici rumori che potevamo sentire.
Il mio cuore cominciò a battere all’impazzata,…
una strana inquietudine mi prese, sul momento non seppi definirla, era timore, ansia, o qualcosa di indecifrato,… poi la sua mano delicatamente mi sfiorò il seno, con una languidezza tale che ancora adesso ne ricordo il dolore, perché attonita e perplessa, rimasi immobile, incapace di una qualsiasi reazione…
Il mio respiro si interruppe…
Strane emozioni si accavallarono…
Mi girai come per sfuggire , ma le sue braccia mi avevano già avvolte e chiuse in una morsa contro il muro…
Mi strinse fortemente al suo petto e baciandomi sul volto, sulle guance, sulle labbra, alle orecchie mi sussurrò un “ti amo” che mi sembrò il suono di un eco lontano…
Fu quella parola a raggelarmi e allo stesso tempo a scombussolarmi.
Caddi senza difesa alcuna nella trappola dell’orco, in una ragnatela ben costruita, che mi avvinse e mi tolse ogni possibilità di uscita, persino quella della ribellione!
Ero diventata così la sua vittima e non avevo più scampo.
Lui, un uomo bellissimo e possente di quarantacinque anni,
mi aveva prescelta nel suo gregge di anime da custodire…
ma non per condurla al Signore,
ma per distruggerle l’esistenza per tutta la sua vita….
Sinceramente non capisco perchè i commenti "non lusinghieri". Il racconto è uno spaccato. Non ci trovo giudizi di sorta e non mi pare che nessuno possa sentirsi offeso da quanto hai scritto. Era un prete ma poteva essere un medico, un avvocato, un operaio, il padre o l'amante della madre...chiunque.
Era una ragazzina ma poteva essere una bambina, un bambino, un ragazzino...non cambia.
La pedofilia è una realtà. Coperta e mascherata ad hoc. In ogni ambiente. Conosco una donna che ha coperto per anni gli stupri del marito e del figlio nei confronti della figlia più piccola, oltretutto handicappata. Si giustificò dicendo: avrei rovinato la mia famiglia. Chissà perchè le cose si rovinano sempre quando vengono alla luce e mai quando accadono...
Ultima modifica di Lucia il 30 Ott 2009 12:14, modificato 1 volta in totale
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Re: Pedofilia
Dolce e cara Regina, un racconto molto crudo, direi duro, come dev'essere un atto d'accusa verso quello che forse va considerato come il peggiore dei peccati. La pedofilia perpetrata dai paladini della chiesa lascia senza parole. Non bastano le scuse ufficiali del papa se a queste non fanno seguito interventi mirati ed efficaci. Personalmente e per fortuna, non ho esperienze legate a un genere così dannatamente esecrabile. Un solo ricordo che nulla ha a che fare con la pedofilia (almeno, così mi è parso questo unico incontro a tre) ma che consolida l'idea che la castità non sempre è accettata da tutti gli "adepti". A 18 anni, collegiale in una località della Liguria, sono stato invitato con un amico a visitare la cella di un frate. In una valigia pigiata e nascosta sotto al letto c'era la più grande raccolta di riviste pornografiche ch'io avessi mai visto. Correva l'anno 1959.
Ma come è giusto che sia: l'eccezione conferma la regola dei buoni sentimenti. E io non la contesto ma concordo con quanto scritto da Lucia. Una volta tanto!!!!!
trattare di temi cosi scottanti nonsempre paga e io lo provato sulla mia pelle,ma hai avuto l'abilità di farcene trarre consapevolezza,non è solouna denuncia sociale la tua, ma una grande prova di sensibilità....
____________
" Non esistono ragioni ma forze " Antoine de Saint-Exupèry
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Re: Pedofilia
Ricordo questo racconto, e nel rileggerlo ci ritrovo dentro tutto lo sdegno che la turpitudine della pedofilia
fa ribollire dentro.
E come sempre sei eccelsa nel tratteggiare le passioni estreme!
Si, concordo con Sergio, anch'io sento la pedofilia come la più grande aberrazione umana!
Dappertutto, sul Web se ne parla, se ne ragiona, se ne dibatte.
Ma ahimé, si degenera pure, e si strumentalizza.
Tanto, molto spesso troppo... purtroppo!... e l'obiettivo sfuma, il mirino si sposta, il problema cambia.
Pedofilia dell'uomo, pedofilia del prete (cattolico, naturalmente!). Che questa sia più grave di quella è sin troppo evidente, non conta discuterne!
Ma spesso, molto spesso, purtroppo troppo spesso, è quella "maggior gravità" a fare premio,
tanto, quasi da far passare sotto silenzio la turpitudine in se!...
Parlo per malinconica cognizione di causa.
Se il pedofilo è un prete (cattolico, naturalmente!) siamo di fronte ad una colpa inammissibile, che nessuna punizione può lavare;
se invece il pedofilo è un non-prete, allora trattasi di una cosa sbagliata certo, una debolezza da evitare...
o tutt'al più di un diverso costume sessuale!
Ed ecco che "Il peccato più grande" si trasforma in guerra di religione, e dell'innocenza dei bambini non ce ne frega più una mazza!
____________ "di Celandone più gentil, più fino
di Scaramuche al gioco dello stocco,
io vi prevengo, mio caro paladino... "
Ilpedofilo è pedofilo qualunque sia la sua religione, o razza o nazionalità, ma leggendo un articolo su un rotocalco famoso, che trattava di una tribù aborigena nella Nuova Zelanda, in cui i bambini e le bambine cominciano a fare sesso a 12 anni con chiunque, compreso adulti di 60 anni e più se decidono di farlo, mi sono chiesta quale innocenza è violata, se quella culturale o quella naturale.
Fermo restando che credo che la pedofilia sia una violenza terribile e ingiustificabile basata sulla fiducia che i bambibi spesso ripongono sul pedofilo, da un punto di vista strettamente intellettuale dopo aver letto l'articolo, basato su inteviste di membri della tribù che vorrei sottolinare pacifica, democratica e senza lotte intestine, ho cominciato a chiedermi se l'istinto possa prevalere in certi casi e che forse non sia poi così aberrante se alcune razze non ne sentono l'orrore.
____________
"Badate, io non do conferenze nè faccio carità, quando do do me stesso" Walt Whitman
Ilpedofilo è pedofilo qualunque sia la sua religione, o razza o nazionalità, ma leggendo un articolo su un rotocalco famoso, che trattava di una tribù aborigena nella Nuova Zelanda, in cui i bambini e le bambine cominciano a fare sesso a 12 anni con chiunque, compreso adulti di 60 anni e più se decidono di farlo, mi sono chiesta quale innocenza è violata, se quella culturale o quella naturale.
Fermo restando che credo che la pedofilia sia una violenza terribile e ingiustificabile basata sulla fiducia che i bambibi spesso ripongono sul pedofilo, da un punto di vista strettamente intellettuale dopo aver letto l'articolo, basato su inteviste di membri della tribù che vorrei sottolinare pacifica, democratica e senza lotte intestine, ho cominciato a chiedermi se l'istinto possa prevalere in certi casi e che forse non sia poi così aberrante se alcune razze non ne sentono l'orrore.
La pedofilia è un fatto prevalentemente culturale, questo è fuor di dubbio, se vogliamo dire che
i bambini cominciano ad avere pulsioni autoerotiche in età molto precoce.
Ma solo con la pubertà il "fare sesso" cessa di essere "contro natura", perché proprio in quello stadio della vita
si ha il viraggio dalla "repulsione" per l'altro sesso, all'attrazione.
Nella tribù aborigena che dici (ma non solo in quella, bensì in tutte le culture primitive) l'attività sessuale
viene promossa il più presto possibile a causa dell'esigenza sociale di avere al più presto nuove forze lavorative
e dall'impellenza biologica dovuta al rapido invecchiamento.
Ed il punto di "Pienezza sessuale" intorno ai 22 anni, è un dato tipicamente occidentale, condizionato dal più lungo
periodo di soggezione parentale dei nostri bambini (emancipazione rallentata).
Infatti i nostri giovani sono "culturalmente" considerati immaturi ben oltre il periodo puberale!...
Pensa ai 14 anni per la non-incriminabilità, ai 16 per il patentino, ai 18 per la scheda elettorale...
Nella società aborigena, a sedici anni il bimbo è un guerriero bell'e fatto ed a 18 già padre di più figli!
____________ "di Celandone più gentil, più fino
di Scaramuche al gioco dello stocco,
io vi prevengo, mio caro paladino... "
Grazie carissimo,adesso è più chiaro, ma allora scusa, due pesi e due misure?
Ahhh la mia testolina riccia piena di pensieri!
No, non due pesi e due misure. L'atto, è sempre lo stesso, e turba più o meno, o niente secondo la sensibilità personale.
E' la percezione di "violenza" come contrapposizione a "normalità" che cambia da cultura a cultura!
Ricordi quel film con Dorelli e Branduardi su S.Filippo Neri "State buoni se potete?"
Li Leonetta, il "paggetto" del giovane cardinale, non è turbata dalle violenze subite, anzi è grata al prelato
che l'ha tolta dalla strada, "dove avrebbe imparato il puttanesimo".
Ma l'angoscia della violenza le viene tutta quando scopre la purezza dei ragazzi dell'oratorio..
Al di là di chi sia l'autore, uomo comune o di chiesa, l'atto è desecrabile comunque, sia che venga fatto per plagio che con violenza.
Quel che mi dà soddisfazione oggi è che si sia usciti fuori dall'omertà e che anche nella Chiesa siano emersi le obrobriosità perpretate a danno di innocenti, con molta più cattiveria perchè gli autori sono stati subdoli e ingannatori, e soprattutto perchè fino a un ventennio fa, erano una casta intoccabile....
Il mio pensiero va alle vittime, ai danni psicologici, ai traumi subiti, e anche alla vergogna, perchè l'abilità di certi uomini della Chiesa, sta proprio in questo a creare sensi di colpa, a volte irreversibili, nelle vittime.
Ripeto, in passato non c'era il conforto psicologico di esperti, perchè si tendeva a nascondere, per il bene della stessa vittima, che poi cresceva nell'abbandono totale, nella sua solitudine, senza capire e senza risolvere il problema, magari per tutta la vita.
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